Errori da evitare nell’invio di campagne

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Nei nostri precedenti articoli ci siamo a lungo concentrati su ciò che sarebbe opportuno fare per trarre quanti più benefici possibili dall’invio di una determinata campagna pubblicitaria, stilando una lista di consigli, a nostro parere utili, per il raggiungimento di tali obbiettivi.

Di consigli utili per campagne pubblicitarie di successo ne abbiamo dato fin troppi; utilizzando la tecnica dell’invettiva parleremo adesso di ciò che sarebbe meglio evitare nei nostri invii.

Gli errori da evitare nell’invio di campagne pubblicitarie

LISTE DI INVIO ECONOMICHE: il primo parametro su cui dobbiamo necessariamente soffermarci sono le liste sulla quale effettueremo il nostro invio. Dipende infatti dalla qualità delle medesime liste, gran parte della riuscita del nostro invio di email marketing. Quando si programma un invio, e solitamente si tratta di invii CPM (costo per mille), oltre a non valutare la concorrenza sul mercato, molti incappano nell’errore di non valutare il costo effettivo del singolo contatto. Attenzione anche alle liste eccessivamente convenienti, si potrebbe trattare infatti di liste non “pulite” o non debitamente aggiornate,costituite da contatti falsi o inattivi, che potrebbero ancora una volta compromettere il successo della nostra campagna di email marketing.

NON CENTRARE IL SUBJECT DELLA MAIL: molti presi dalla foga di far partire l’invio della campagna, si dimenticano di focalizzare la loro attenzione sul Subject delle email, facendo l’errore di inserirlo quasi casualmente, dimenticandosi della reale importanza che esso ha al momento dell’apertura della mail. Infatti è proprio il subject ciò che dovrebbe suscitare l’attenzione e la curiosità dell’utente, portandolo a leggere il resto del contenuto dell’email. Per i suddetti motivi, non siate superficiali nella scelta del subject, parole o frasi sbagliate potrebbero influenzare negativamente l’invio della campagna email.

NON CONSIDERARE IL TARGET: a cosa serve “targettizzare” i nostri utenti in base ai loro interessi, al sesso, all’età, alla residenza o agli hobby se alla fine tutti gli utenti riceveranno una mail standard, con le medesima creatività? Assolutamente a nulla, tralasciando il fatto che per avere una profilazione così dettagliata il costo della campagna raggiungerà cifre esorbitanti.

SBAGLIARE LA CREATIVITA‘ : non centrare la giusta creatività e più facile di quanto ci si possa immaginare. Si potrebbe infatti fare l’errore di inserire come creatività un’unica immagine generica e statica, pur riuscendo a superare le barriere dei filtri anti-spam,non stimolerebbe nessuna reazione/azione nell’utente; per non contare il fatto che molte immagini potrebbero anche non vedersi al momento della ricezione degli utenti, ed essendo anche prive di testo risulterebbero un vero e proprio fallimento. Esiste anche il caso contrario di email dalle numerose attività che implicano un’attenta lettura da parte dell’utente che potrebbe trovarsi confuso e disorientato nella lettura della mail. Il risultato finale sarebbe identico al precedente.

ESSERE RECITIVI: inviare una mail identica, ali stessi utenti, in un lasso di tempo relativamente breve, che non supera nemmeno i 7 giorni è sintomo di grande coraggio e di un budget talmente illimitato da non preoccuparsi se tale investimento avrà un ritorno positivo o meno. Si perché inviando nuovamente una mail identica non potremmo che infastidire gli utenti per la seconda volta. La questione cambia, se dopo il primo invio, e dopo aver valutato attentamente i tassi di apertura, di click e di conversione, decidiamo di modificare la mail ed inviarla nuovamente, cercando questa volta di raggiungere tutti gli utenti a nostra disposizione.

– INVIARE PIU’  MESSAGGI CONTEMPORANEAMENTE: immaginate di essere un utente che riceve nell’arco di una stessa giornata tre email identiche. Risultereste irritati già alla seconda mail. Bene, per evitare di irritare i vostri utenti, fate molta attenzione nel momento in cui scegliete le liste sulle quali programmare le vostre campagne di email marketing, infatti non verificare l’esclusività dei contatti acquistati, o la scelta della giusta lista al momento dell’invio potrebbe stroncare la campagna sul nascere.

FAR ATTERRARE GLI UTENTI NEL POSTO DESIDERATO: immaginate adesso di essere dei passeggeri su un aereo, la cui compagnia al posto di atterrare a Milano, strada facendo cambia idea e decide di atterrare a Roma. Il disastro sarebbe inevitabile. Allo stesso modo potremmo infastidire gli utenti che, attirati dal contenuto della mail ricevuta decidono di cliccare sul link che dovrebbe condurli alla landingpage dove concludere la loro operazione, e si ritrovano invece in tutt’altro posto. Stabilito quindi che la coerenza e la chiarezza debba essere il fulcro di ogni nostro messaggio, è doveroso fare un’altra precisazione. Tornando al tema del viaggio infatti, è risaputo che i voli con scali in diversi aeroporti prima del raggiungimento della meta desiderata, non reggono il confronto con un volo diretto, seppur più costoso. Allo stesso modo i nostri utenti non vogliono certo essere sballottati qua e la con passaggi noiosi, che potrebbero fargli perdere quell’attenzione e l’interesse mostrato al momento della partenza. Il passaggio tra la mail relativa alla campagna, e la “pagina di atterraggio” deve quindi essere diretto. Solo così si eviterà di perdere potenziali clienti strada facendo.

Tutto quanto elencato prima è il frutto di continui studi ed esperimenti effettuati dai nostri specialisti nel corso del tempo. Per evitare di incappare anche voi in uno di questi incidenti di percorso, e rischiare di compromettere la riuscita della vostra campagna di email marketing, affidate i vostri invii a dei professionisti. Per info più dettagliate, contattateci mediante il form di richiesta informazioni.

Un team di professionisti del settore sarà lieto di rispondere ad ogni vostra domanda senza impegno.


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